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Ripartiamo in sicurezza: ventilazione meccanica controllata nelle scuole

Nuova serie di barriere d'aria Entresse
Nuova serie di barriere d’aria Entresse
7 Agosto 2020
Ritorno a scuola ventilazione controllata

Al momento in cui scriviamo, nessuno degli interventi previsti dal Governo per limitare la diffusione del virus nelle scuole fa riferimento agli impianti di ventilazione per ricambio d’aria che, di fatto, nelle scuole italiane non esistono.

La necessità di adeguati ricambi d’aria nelle scuole è stata riconosciuta, a livello di decreti legge, fin dal 1970, 1975, 1990, 1996… In particolare, il DM del 18.12.1975 parla di “conservazione della purezza chimica e biologica dell’aria” con particolare riferimento alla concentrazione di CO2, responsabile di sonnolenza, emicranie, caduta di attenzione e di rendimento; nulla di concreto è però mai accaduto.

Nel frattempo, in altri Paesi d’Europa le cose vanno avanti. Per superare il problema della vetustà degli edifici scolastici, nel Centro Europa hanno adottato sistemi di VMC senza canali, che non richiedono opere murarie importanti, ma solo l’apertura di fori nelle pareti esterne delle aule. In tal modo i tempi e i costi d’installazione si riducono sensibilmente. Quello che segue è un esempio.

Il Griftland College è una scuola superiore situata in un’area verde ai margini della città di Soest, nei Paesi Bassi. È stata costruita in più fasi e nel corso degli anni sono state aggiunte o rinnovate numerose ali dell’edificio principale. In generale, la scuola appare ben tenuta; ma durante la ristrutturazione, la ventilazione delle aule non è stata considerata importante. Recentemente, un’aula standard è stata trasformata in un’aula computer con una capacità di 30 studenti. L’affollamento di allievi, combinato con la produzione di calore supplementare da parte di computer e schermi è la ragione per cui si è pensato a un intervento ad hoc. Durante il periodo primaverile è stata misurata la concentrazione di CO2 nell’aula: la concentrazione raggiungeva il valore di 2.250 ppm, mentre la concentrazione base di CO2 nell’atmosfera è attorno ai 400 ppm.

 

grafico

Concentrazione di CO2 prima dell’intervento

 

Si è reso quindi necessario un intervento d’urgenza per migliorare la qualità dell’aria, ma per ragioni legate alla struttura dell’edificio (e al budget di spesa, già chiuso con gli interventi di ristrutturazione precedenti) non era possibile installare un sistema tradizionale di ventilazione canalizzato. Si è optato allora per un apparecchio decentralizzato, senza canali, ma con un sistema di regolazione sofisticato in grado di controllare tutti i parametri critici. Si è scelta la serie WhisperAir di 2VV, distribuita in Italia dall’azienda SIRE, che ha sede in provincia di Monza e Brianza, precisamente a Concorezzo. Durante le vacanze estive è stato installato in quest’aula un apparecchio WhisperAir 100. Due finestre sono state parzialmente sacrificate per rendere possibile il collegamento di WhisperAir con l’aria esterna; infatti WhisperAir non richiede canalizzazioni, ma preleva e distribuisce aria direttamente attraverso una parete esterna.
Dopo le vacanze estive, la temperatura e la concentrazione di CO2 sono state nuovamente misurate. I risultati sono mostrati nel seguente grafico.

 

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Questi sono i primi risultati: attraverso regolazioni più accurate del sistema, è possibile scendere sempre al di sotto dei 950 ppm, che è il valore prescritto dalla normativa “Frisse Scholen” in vigore nei Paesi Bassi per le scuole ristrutturate.

Oggi c’è un motivo in più per adottare questi sistemi di ventilazione: si chiama COVID-19. L’importanza dei ricambi d’aria per limitare il contagio è ormai riconosciuta a tutti i livelli, tranne che dai nostri Enti governativi, che insistono in atteggiamenti di “difesa” (mascherine, distanze) anziché di “attacco” (riduciamo la concentrazione del virus nell’aria).

Da notare, che il costo dell’installazione di sistemi di ventilazione di questo tipo non è superiore a quello degli altri sistemi sopra descritti (sostituzione dei banchi ecc.).